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Odobenus rosmarus
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Il mwdqtricheco (mwdgOdobenus rosmarus (mwdwLinnaeus, 1758)) è un grande mweamammifero marino mweqpinnipede. Ha una distribuzione discontinua nel mwegmar Glaciale Artico e nei mari subartici dell'mwewemisfero boreale. È l'unica specie vivente della mwfafamiglia degli Odobenidi (mwfqOdobenidae mwfgAllen, 1880) e del mwfwgenere mwgaOdobenus mwgqBrisson, 1762.

Viene suddiviso in tre mwgwsottospecie: il tricheco dell'Atlantico (mwhaOdobenus rosmarus rosmarus), diffuso nell'mwhgoceano Atlantico, il tricheco del Pacifico (mwhwO. r. divergens), diffuso nell'mwiaoceano Pacifico, e mwiqO. r. laptevi, proprio del mwigmare di Laptev.

Il tricheco è facilmente riconoscibile per le mwjazanne lunghe e prominenti, i mwjqbaffi e la grande mole. Gli esemplari adulti possono pesare più di 1mwjg 700mwjw kgcite-ref-walrus-physical-characteristics-3-0[3] e, tra i mwlapinnipedi, sono superati in dimensione solamente dalle due specie di mwlqelefante marino.cite-ref-fay85-4-0[4]

Vive prevalentemente nelle acque poco profonde della mwmwpiattaforma continentale oceanica, trascorrendo gran parte dell'esistenza sulla mwnabanchisa, sotto la quale trova il suo cibo prediletto, i mwnqmolluschi bivalvi mwngbentonici. È un animale gregario che vive piuttosto a lungo ed è considerato una specie chiave dell'mwnwecosistema marino artico.

Il tricheco ha giocato un ruolo importante nella cultura di molti popoli nativi artici, che gli davano la caccia per la carne, il grasso, la pelle, le zanne e le ossa. Nel XIX secolo e agli inizi del XX, a causa del pesante sfruttamento commerciale per ricavarne il mwoqblubber e l'mwogavorio, il numero di esemplari diminuì rapidamente. Da allora la popolazione globale è nuovamente aumentata, sebbene le popolazioni dell'Atlantico e del mare di Laptev siano ancora molto frammentate e poco numerose rispetto all'epoca storica.

Contents

Pelle
Cultura
Note

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Etimologia

Il nome mwratricheco deriva mwrqdal greco antico θρίξ?, thríx ("pelo") e ἔχω, échō ("[io] ho")cite-ref-nocentini-5-0[5] per i peli (vibrisse) che ha sul labbro superiore. Il termine latino scientifico mwsgmwswTrichechus indica oggi un mwtagenere dei mwtqSirenii (il mwtgmanatocite-ref-nocentini-5-1[5]) ma originariamente anche il tricheco ne faceva parte col nome di mwuwTrichechus rosmarus.

Il termine inglese, mwvqwalrus, invece, si ritiene derivi da una mwvglingua germanica, forse l'mwvwolandese o la mwwalingua norrena. La prima parte della parola, dalla quale derivano anche l'inglese mwwqwhale e l'olandese mwwgwalvis, significa «balena», mentre la seconda deriva da un termine norreno che vuol dire «cavallo»cite-ref-6[6]. Ad esempio, la parola mwxwnorrena mwyahrossvalr significa «cavallo-balena», e si ritiene che, invertita, si sia trasformata nell'olandese mwyqwalros e nel tedesco mwygWalrosscite-ref-7[7]. Alcuni, invece, ritengono che il nome derivi dai termini olandesi mwzwwal (costa) e mwaareus (gigante)-cite-ref-8[8].

Il nome arcaico per indicare il tricheco, mwbgmorsocite-ref-gdli-9-0[9] (in mwcwinglese mwdamorse) si ritiene sia di origine mwdqslavacite-ref-10[10], così come il mwegrusso e mwewserbo морж (mwfamorž), il mwfqcroato mwfgmorž, il mwfwceco e lo mwgasloveno mwgqmrož, il mwggfrancese mwgwmorse, da cui mwhaspagnolo, mwhqcatalano e mwhgportoghese mwhwmorsa. Il termine potrebbe avere origine a sua volta dal mwiafinlandese mwiqmursu e dal mwigsami mwiwmoršâ.cite-ref-gdli-9-1[9] mwkaOlao Magno, che rappresentò il tricheco nella mwkqCarta Marina del 1539, lo chiamò per la prima volta mwkgros marus, unendo il termine germanico per «cavallo» e latinizzando il termine mwkwmorž, e fu questo il nome adottato da mwlaLinneo nella sua mwlqnomenclatura binomialecite-ref-allen1880-11-0[11]. La similitudine accidentale tra mwmgmorsus e le parole mwmwlatine mwnamors («morte») e mwnqmordere, si ritiene abbiano contribuito, in passato, a conferire al tricheco la reputazione di «mostro terribile».cite-ref-allen1880-11-1[11]

Il nome generico composto mwowOdobenus deriva mwpadal greco antico ὀδούς?, odús ("dente") e βαίνω, bàinō ("[io] cammino"), e si riferisce al fatto che i trichechi utilizzano le zanne per tirarsi fuori dall'acqua. Il termine latino mwpqdivergens, invece, significa «divergenti», sempre in riferimento alle zanne.

Tassonomia ed evoluzione

Il tricheco è un mammifero dell'mwqaordine dei mwqqCarnivori. È l'unico genere sopravvissuto della mwqgfamiglia degli Odobenidi, una delle tre raggruppate nel mwqwsottordine dei mwraPinnipedi, insieme a foche (mwrqFocidi) e otarie (mwrgOtaridi). Sebbene in passato gli studiosi abbiano discusso a lungo per stabilire se queste famiglie fossero mwrwmonofiletiche, cioè discendenti tutte da un unico antenato, o mwsadifiletiche, recenti prove genetiche hanno dimostrato che tutte e tre discendono da un antenato mwsqcaniforme strettamente imparentato con gli mwsgorsi attualicite-ref-lento1995-12-0[12]. Sempre sulla base di analisi genetiche è stato visto che Odobenidi e Otaridi si separarono dai Focidi circa 20-26 milioni di anni fa, mentre Odobenidi e Otaridi si separarono tra loro 15-20 milioni di anni facite-ref-arnason06-13-0[13]cite-ref-higdon07-14-0[14]. In passato gli Odobenidi costituivano una famiglia molto numerosa e diffusa, che comprendeva almeno venti specie, suddivise nelle sottofamiglie degli Imagotarini, dei Dusignatini e degli Odobeninicite-ref-15[15]. Caratteristica propria a tutti questi animali era lo sviluppo di un meccanismo di nutrizione basato sulla suzione; le zanne, invece, sviluppatesi successivamente, erano attributo solo degli Odobenini, dei quali il tricheco attuale è l'unico genere rimasto (si parla, in tal caso, di popolazione mwwwrelitta).

Generalmente gli studiosi riconoscono due sottospecie: il tricheco dell'Atlantico, mwxqO. r. rosmarus mwxgLinnaeus, 1758, e il tricheco del Pacifico, mwxwIlliger, 1815. Le differenze genetiche tra le due sottospecie indicano un flusso genico molto scarso, ma una separazione relativamente recente, avvenuta tra i mwya500 000 e i mwyq785 000 anni facite-ref-hoelzel2002-16-0[16]. Questi dati coincidono con l'ipotesi, basata solamente sui ritrovamenti fossili, che il tricheco si sia evoluto da un antenato tropicale o subtropicale che rimase isolato nell'oceano Atlantico e che pian piano si adattò al rigido clima dell'Articocite-ref-hoelzel2002-16-1[16]. Da questa zona, si ritiene che abbia ricolonizzato il Pacifico settentrionale durante i periodi glaciali del mw0gPleistocene, attraverso il Canale Centroamericanocite-ref-arnason06-13-1[13]. Alcuni studiosi, tra i quali i biologi russi e lo staff di mw1wMammal Species of the Worldcite-ref-msw3-1-1[1], ritengono che una popolazione isolata del mw3amare di Laptev costituisca una terza sottospecie, mw3qO. r. laptevi mw3gChapskii, 1940, trattata dai conservazionisti russi proprio come talecite-ref-17[17]. Gli studiosi che non considerano questa popolazione come una sottospecie, tuttavia, non sanno se classificarla tra i trichechi dell'Atlantico o tra quelli del Pacificocite-ref-fay85-4-1[4]cite-ref-18[18].

Bisogna altresì considerare che la definizione di sottospecie, e addirittura di specie, è sempre arbitraria, volte più volte meno. La maggiore oggettività la si ha nel considerare semplicemente la più ampia metapopolazione, il genere, suddivisa in una serie di subpopolazioni più o meno interfeconde tra di esse.

Descrizione

Sebbene alcuni maschi particolarmente grandi di tricheco del Pacifico possano pesare fino a mw-a2000 kg, la maggior parte degli esemplari pesa tra gli 800 e i mw-q1680 kg. I trichechi dell'Atlantico pesano circa il 10-20% in meno di quelli del Pacificocite-ref-fay85-4-2[4]. I primi tendono inoltre ad avere zanne relativamente più corte e muso più schiacciato. Le femmine pesano circa due terzi dei maschi: quelle di mwaqiO. r. rosmarus pesano circa 560mwaqm kg, sebbene talvolta non superino i 400mwaqq kg, mentre quelle di mwaquO. r. divergens pesano circa 794mwaqy kgcite-ref-19[19]. La lunghezza varia dai 2,2 ai 3,6 mcite-ref-20[20]cite-ref-21[21]. Il tricheco è il secondo pinnipede più grande del mondo, dopo le due specie di mwarmelefante marino.

Il tricheco presenta caratteristiche in comune sia con i leoni marini (mwaruOtaridi) che con le foche (mwaryFocidi). Come gli Otaridi, è in grado di rivolgere in avanti le pinne posteriori e di camminare su tutte e quattro le zampe; tuttavia, in acqua si sposta nuotando con una tecnica simile a quella dei Focidi, utilizzando poco le zampe e spostandosi con movimenti sinuosi di tutto il corpocite-ref-fay85-4-3[4]. Sempre come questi ultimi, è privo di orecchie esterne.

Zanne e dentatura

La caratteristica principale del tricheco sono le lunghe zanne d'mwaseavorio. Esse sono mwasicanini molto allungati, presenti in ambo i sessi, che possono raggiungere un metro di lunghezza e 5,4mwasm kg di pesocite-ref-22[22]. Nei maschi sono un po' più lunghe e larghe, dal momento che vengono impiegate per combattere e nelle dimostrazioni di forza e aggressività: i gruppi sociali, infatti, sono dominati per lo più dai maschi più robusti, dotati di zanne più grandi. Le zanne vengono usate anche per creare e allargare cavità nel ghiaccio e sono di aiuto all'animale quando esso esce fuori dall'acqua arrampicandosi sul ghiacciocite-ref-fay82-23-0[23]. In passato si riteneva che esse venissero usate per dissotterrare le prede dal fondo marino, ma le analisi delle abrasioni indicano che esse vengono semplicemente trascinate sul fondo, mentre è il margine anteriore del muso che viene utilizzato per scavarecite-ref-ray06-24-0[24]. Sebbene la mwatadentatura dei trichechi vari parecchio, essi possiedono solamente pochi denti, a parte le zanne. Il numero massimo dei denti è 38, con formula dentaria I 3/3, C 1/1, P 4/3 e M 2/2, ma più della metà di essi è rudimentale ed è presente in meno della metà degli esemplari, tanto che la dentatura tipica dell'animale comprende solo 18 denti (I 1/0, C 1/1, P 3/3 e M 0/0)cite-ref-fay85-4-4[4].

Vibrisse

Le zanne sono circondate da un fitto tappeto di setole rigide («mwatcvibrisse mistaciali»), le quali conferiscono al tricheco il caratteristico aspetto «baffuto». Esse, in numero di 400-700, sono disposte su 13-15 file e possono raggiungere i 30mwatg cm di lunghezza, sebbene in natura siano spesso un po' più corte a causa del costante impiego nella nutrizionecite-ref-kastelein1990-25-0[25]. Le vibrisse sono impiantate nel muscolo e sono dotate ciascuna di un piccolo vaso sanguigno e di un nervo, i quali ne fanno un organo estremamente sensibile, in grado di identificare anche oggetti spessi 3mwat0 mm e larghi 2cite-ref-kastelein1990-25-1[25].

Pelle

A parte le vibrisse, il tricheco è ricoperto solamente da pochi peli sparsi e appare quasi completamente glabro. La pelle è estremamente rugosa e spessa, fino a 10mwauq cm intorno al collo e alle spalle dei maschi. Lo mwauustrato di blubber sottostante può essere spesso anche 15mwauy cm. Gli esemplari giovani sono di colore marrone scuro, ma con l'età assumono una colorazione più chiara, color cannella. I vecchi maschi, in particolare, sono quasi rosa. Poiché nell'acqua gelida i vasi sanguigni si costringono, il tricheco appare quasi bianco mentre nuota. Come mwauccarattere sessuale secondario, i maschi sviluppano anche grossi noduli, detti «borchie», in particolare attorno al collo e alle spallecite-ref-fay82-23-1[23].

Il tricheco possiede una sacca piena d'aria sotto la gola, la quale funziona come una bolla di galleggiamento e consente all'animale di stare a galla verticalmente in modo da poter così dormire anche in mare aperto. I maschi possiedono un mwau0mwau4baculum (osso penico) molto sviluppato, che può raggiungere i 63mwau8 cm di lunghezza: esso è il più grande tra quelli di ogni altro animale, sia per dimensioni che in rapporto al resto del corpocite-ref-fay85-4-5[4].

Distribuzione e habitat

La maggior parte dei trichechi del Pacifico trascorre l'estate a nord dello mwavystretto di Bering, nel mwavcmare dei Ciukci (lungo le coste settentrionali della mwavgSiberia orientale), attorno all'mwavkisola di Wrangel, nel mwavomare di Beaufort (lungo le coste settentrionali dell'mwavsAlaska) e nelle acque comprese tra queste località. Un numero inferiore di maschi passa l'estate nel mwavwgolfo dell'Anadyr', sulle coste meridionali della mwav0Penisola dei Ciukci, e nella baia di Bristol, lungo le coste meridionali dell'Alaska, a ovest della mwav4penisola di Alaska. In primavera e autunno essi si radunano nelle acque dello stretto di Bering, giungendo sia dalle coste occidentali dell'Alaska che dal golfo dell'Anadyr'. Svernano nel mare di Bering, lungo le coste orientali della Siberia a sud della parte settentrionale della mwav8Kamčatka e lungo le coste meridionali dell'Alaskacite-ref-fay85-4-6[4]. Un esemplare fossile risalente a 28.000 anni fa è stato rinvenuto sul fondale della mwawqbaia di San Francisco, il che indica che durante l'mwawuultimo periodo glaciale questa specie si spingesse anche molto più a sud di oggicite-ref-26[26].

I ben più rari trichechi dell'Atlantico sono diffusi nell'Artico canadese, in mwawsGroenlandia, nelle mwawwSvalbard e nella parte occidentale dell'Artico russo. Sulla base della distribuzione geografica e degli spostamenti effettuati, essi sono stati suddivisi in otto sottopopolazioni, cinque a ovest della Groenlandia e tre a estcite-ref-27[27]. In passato il tricheco dell'Atlantico si spingeva fino a mwaxeCapo Cod e si radunava in gran numero nel mwaxigolfo di San Lorenzo. Nell'aprile del 2006, la Legislazione Canadese per le Specie a Rischio ha dichiarato la popolazione di trichechi dell'Atlantico nord-occidentale (mwaxmQuébec, mwaxqNuovo Brunswick, mwaxuNuova Scozia, mwaxyTerranova e Labrador) come scomparsa dal mwaxcCanadacite-ref-28[28].

La sottospecie di Laptev è confinata tutto l'anno nelle regioni centrali e occidentali del mwax0mare di Laptev, in quelle più orientali del mwax4mare di Kara e in quelle più occidentali del mwax8mare della Siberia orientale. La popolazione attuale è stimata sui mwaya5 000-mwaye10 000 esemplaricite-ref-mnrrf-29-0[29].

Le scarse capacità subacquee del tricheco costringono quest'animale a dipendere da acque poco profonde (e da un'appropriata copertura di ghiaccio vicina) per raggiungere le prede bentoniche preferite.

Popolazione

Secondo i censimenti più recenti (1990), si stima che oggi vi siano circa mwayk200 000 esemplari di tricheco del Pacificocite-ref-30[30]cite-ref-31[31].

Il tricheco dell'Atlantico è stato quasi portato all'estinzione dallo sfruttamento commerciale su larga scala e di conseguenza è molto meno numeroso. Stime precise sono difficili da ottenere, ma si ritiene che la popolazione totale sia probabilmente inferiore ai 20.000 capicite-ref-32[32]cite-ref-33[33].

Biologia

Alimentazione

I trichechi prediligono le zone di mwaacpiattaforma continentale ove le acque sono meno profonde e si nutrono prevalentemente sul fondale, spesso nei pressi di piattaforme di ghiaccio galleggiantecite-ref-fay85-4-7[4]. Rispetto ad altri pinnipedi, non si spingono mai a grandi profondità: in base ai dati finora raccolti, è stato dimostrato che essi si immergono al massimo fino a 80mwaaw m. Sono in grado, tuttavia, di rimanere sommersi anche per mezz'oracite-ref-34[34].

Il tricheco è un predatore opportunista con una dieta molto varia: si nutre di più di 60 generi di organismi marini, come mwabigamberetti, mwabmgranchi, mwabqpolicheti, mwabucoralli molli, mwabytunicati, mwabcoloturie, vari mwabgmolluschi e perfino parti di altri pinnipedicite-ref-35[35]. Tuttavia, predilige molluschi bivalvi bentonici, in special modo le mwab0vongole, delle quali va in cerca nuotando presso il fondale, localizzandole con le sensibili mwab4vibrisse e liberandole dal fango dalle quali sono ricoperte con getti d'acqua e rapidi movimenti delle pinnecite-ref-36[36]. L'animale, in seguito, aderisce all'involucro con le potenti labbra e, una volta inserita la lingua attraverso l'apertura, la spinge avanti e indietro a mo' di pistone, creando un vuoto d'aria, in modo tale da riuscire a tirare fuori l'organismo. Il palato dell'animale, infatti, ha una struttura unica, che gli consente un'efficace opera di aspirazione.

Tranne che per il gran numero di organismi consumati, le abitudini alimentari del tricheco hanno un impatto positivo sulle comunità bentiche. Esso, dragando sul fondo, smuove infatti il substrato (fenomeno noto come mwacqbioturbazione), rilasciando così nutrienti nella colonna d'acqua, spingendo molti organismi a spostarsi e incrementando la discontinuità del mwacubenthoscite-ref-ray06-24-1[24].

Tessuti di foca sono stati ritrovati in gran parte degli stomaci di trichechi del Pacifico esaminati, ma l'importanza della carne di foca nella dieta di questi animali è ancora sotto discussionecite-ref-37[37]. Vi sono stati anche casi isolati di trichechi che sono riusciti a catturare foche delle dimensioni di una mwac8foca barbata di 200mwada kgcite-ref-38[38]. In alcuni casi rarissimi essi catturano anche uccelli marini, in particolare mwaduurie di Brünnich (mwadyUria lomvia)cite-ref-39[39].

Predatori

Grazie alle grandi dimensioni e alle zanne, il tricheco ha solo due nemici naturali: l'mwad0orca e l'mwad4orso polare. Non costituisce, tuttavia, una preda frequente per nessuno dei due. Entrambi, infatti, abbattono soprattutto gli esemplari più piccoli. L'orso polare caccia spesso i trichechi correndo verso una colonia e catturando gli esemplari che rimangono schiacciati o feriti nel fuggi-fuggi generale, generalmente esemplari giovani o malaticite-ref-40[40]. In inverno questo predatore riesce anche ad abbattere esemplari isolati che non riescono a sfuggire a una carica a causa dei buchi nel ghiaccio divenuti inaccessibilicite-ref-41[41]. Tuttavia, perfino se ferito, un tricheco è un avversario temibile per l'orso polare, e gli attacchi diretti sono piuttosto rari. Gli scontri tra questi due animali sono spesso lunghi ed estenuanti e molti orsi sono costretti a rinunciare perfino dopo essere riusciti a ferire il pinnipede. Le orche attaccano regolarmente i trichechi, sebbene questi ultimi siano in grado di difendersi con successo, contrattaccando i più grossi cetaceicite-ref-42[42].

Riproduzione

In natura i trichechi vivono circa 20-30 annicite-ref-43[43]. I maschi raggiungono la maturità sessuale non prima dei 7 anni, ma generalmente non si accoppiano fino a quando non sono pienamente sviluppati, verso i 15 annicite-ref-fay85-4-8[4]. Essi vanno in calore da gennaio ad aprile, riducendo drasticamente l'assunzione di cibo. Le femmine iniziano a ovulare verso i 4-6 annicite-ref-fay85-4-9[4]. Esse sono mwaf0poliestrali: vanno in calore due volte all'anno, una alla fine dell'estate e l'altra intorno a febbraio, ma dato che i maschi sono fertili solo a febbraio, la potenziale fertilità dell'altro periodo è sconosciuta. Gli accoppiamenti avvengono tra gennaio e marzo, con un picco in febbraio. I maschi radunano nelle acque davanti alla banchisa gruppi di femmine in estro e ingaggiano manifestazioni vocali di forzacite-ref-44[44]. Le femmine si avvicinano ai maschi e si accoppiano nell'acquacite-ref-fay82-23-2[23].

La mwagcgestazione dura 15-16 mesi. Durante i primi 3-4 mesi, però, la mwaggblastula sospende lo sviluppo prima di impiantarsi nella placenta. Questa strategia di impianto ritardato, comune tra i pinnipedi, si è evoluta presumibilmente per ottimizzare sia la stagione degli accoppiamenti che quella delle nascite, determinate da condizioni ecologiche che favoriscono la sopravvivenza dei neonaticite-ref-45[45]. I piccoli nascono durante la migrazione primaverile, tra aprile e giugno. Alla nascita pesano 45–75mwag0 kg e sono già in grado di nuotare. Essi vengono allattati dalle madri per più di un anno, fino allo svezzamento, ma rimangono in loro compagnia fino all'età di 3-5 annicite-ref-fay82-23-3[23]. Poiché l'ovulazione è soppressa fintanto che allattano, le femmine partoriscono al massimo una volta ogni due anni: questa caratteristica fa del tricheco il pinnipede con il più basso tasso riproduttivocite-ref-46[46].

Migrazione

Nel resto dell'anno (tarda estate e autunno), i trichechi tendono a formare vaste aggregazioni di decine di migliaia di esemplari su spiagge o affioramenti rocciosi. La migrazione tra queste colonie e la banchisa può essere anche molto lunga e difficile. Nella tarda primavera e in estate, ad esempio, alcune centinaia di migliaia di trichechi del Pacifico migrano dal mare di Bering a quello dei Chukchi attraverso il relativamente angusto mwahgstretto di Beringcite-ref-fay82-23-4[23].

Rapporti con l'uomo

Conservazione

Nel XVIII e XIX secolo i trichechi vennero cacciati intensamente da cacciatori di foche e mwaisbalenieri americani ed europei, che portarono quasi alla mwaiwscomparsa della popolazione dell'Atlanticocite-ref-47[47]. Oggi la caccia al tricheco è vietata in tutto l'areale, sebbene mwajeChukchi, mwajiYupik e mwajmInuitcite-ref-48[48] continuino a uccidere qualche esemplare verso la fine dell'estate.

I cacciatori indigeni utilizzavano ogni parte del trichecocite-ref-49[49]. La carne, che veniva spesso conservata, costituiva un'importante fonte di cibo durante i mesi invernali; le pinne, fatte fermentare, erano considerate una prelibatezza e venivano mangiate in primavera; con le zanne e le ossa venivano fabbricati utensili e oggetti di artigianato; l'olio veniva impiegato per riscaldare e illuminare; con lo spesso cuoio venivano fatte corde e coperture per abitazioni e imbarcazioni; con gli intestini e le pareti del tubo digerente venivano confezionati parka impermeabili. Sebbene alcuni di questi utilizzi siano divenuti ormai inutili in seguito all'introduzione di tecnologie moderne, la carne continua a costituire una parte importante della dieta dei localicite-ref-50[50] e l'intaglio e l'incisione delle zanne sono forme d'arte ancora praticate dagli artigiani.

La caccia al tricheco è regolata dai ministeri delle risorse di mwakiRussia, mwakmStati Uniti, mwakqCanada e mwakuDanimarca e dai rappresentanti delle comunità di cacciatori. Ogni anno 4-mwaky7 000 esemplari di trichechi del Pacifico vengono abbattuti in mwakcAlaska e Russia, tra i quali numerosi capi (circa il 42%) colpiti ma riusciti a fuggirecite-ref-51[51]. In mwakwGroenlandia vengono abbattute ogni anno alcune centinaia di esemplaricite-ref-52[52]. La sostenibilità di questi livelli di caccia è difficile da determinare, data l'incertezza delle stime di popolazione e dei parametri come la mwalefecondità e la mwalimortalità.

Un altro fattore di rischio sono gli effetti del mwalqcambiamento climatico globale. In alcuni anni recenti l'estensione e lo spessore della banchisa hanno raggiunto livelli insolitamente bassi. I trichechi sostano su questo strato di ghiaccio galleggiante per partorire e per raggrupparsi durante il periodo riproduttivo. L'assottigliamento della banchisa nel mare di Bering ha ridotto la disponibilità delle aree di sosta nei pressi dei territori di foraggiamento migliori. Questo fa sì che le femmine che allattano rimangano separate per un periodo di tempo maggiore dai piccoli, provocando un aumento dello stress nutrizionale nei giovani e una diminuzione del tasso riproduttivocite-ref-53[53]. La riduzione dei ghiacci nelle regioni costiere è implicata anche nell'aumento dei decessi da affollamento sulle coste del mwalkmare dei Chukchi tra Russia orientale e Alaska occidentalecite-ref-54[54]cite-ref-55[55]. Tuttavia, i dati climatici finora raccolti sono ancora insufficienti per fare previsioni sull'andamento delle popolazionicite-ref-56[56].

Due delle tre sottospecie di tricheco sono classificate dalla mwamcIUCN tra le specie a rischio minimo, mentre la terza viene inserita tra quelle con status indeterminatocite-ref-iucn-2-1[2]. Il tricheco del Pacifico non compare tra le specie in pericolo né ai termini della Legge per la Protezione dei Mammiferi Marini né a quelli della Legge sulle Specie Minacciate. Le popolazioni russe di trichechi dell'Atlantico e del mare di Laptev sono classificate rispettivamente nella Categoria 2 (specie in diminuzione) e 3 (specie rara) del Libro Rosso delle specie russecite-ref-mnrrf-29-1[29]. Il commercio dell'avorio di tricheco è regolamentato dall'Appendice 3 della mwanaCITES.

Cultura

Il tricheco gioca un ruolo importante nella mwaoereligione e nel mwaoifolklore di molti popoli mwaomartici. La pelle e le ossa vengono impiegate in alcune cerimonie e l'animale compare frequentemente nelle leggende. Ad esempio, in una versione mwaoqciukci del largamente diffuso mito del Corvo, nel quale il mwaouCorvo recupera il sole e la luna da uno spirito maligno seducendone la figlia, il padre adirato scaglia la figlia da un'alta scogliera e questa, una volta precipitata in acqua, ne riemerge come un tricheco - probabilmente il tricheco originale. Secondo varie leggende, le zanne erano formate dalle strisce di muco della fanciulla in lacrime o dalle sue lunghe treccecite-ref-bogoras-57-0[57]. Questo mito è probabilmente correlato al mito chukchi del vecchio tricheco dalla testa di donna che domina il fondo del mare, che a sua volta è in stretta relazione con la dea inuit mwaooSedna. Sia in mwaosČukotka che in mwaowAlaska, si crede che l'mwao0aurora boreale sia un mondo particolare abitato dagli uomini uccisi con violenza, i cui raggi cangianti rappresentano le anime decedute che giocano a palla con la testa di un trichecocite-ref-bogoras-57-1[57]cite-ref-58[58].

A causa dell'aspetto caratteristico, della grande mole e dei baffi e delle zanne immediatamente riconoscibili, il tricheco compare anche nella cultura popolare di popoli che non hanno diretta esperienza con l'animale, in particolare nella letteratura per bambini inglese. Forse il più noto di essi è quello che compare nella bizzarra poesia mwapcmwapgIl Tricheco e il Carpentiere di mwapkLewis Carroll, che comparve per la prima volta, nel 1871, nel libro mwapomwapsAttraverso lo Specchio. Nella poesia, l'mwapwantieroe mwap0eponimo usa l'inganno per mangiarsi un gran numero di mwap4ostriche. Sebbene Carroll ritragga con accuratezza l'appetito biologico del tricheco per i molluschi bivalvi, le ostriche, diffuse prevalentemente in ambienti mwap8litorali e mwaqaintertidali, costituiscono in realtà solo una parte insignificante della dieta dell'animale, perfino in cattivitàcite-ref-59[59].

Un'altra apparizione del tricheco nella letteratura è nel racconto mwaqyLa Foca Bianca nel mwaqcmwaqgLibro della Giungla di mwaqkRudyard Kipling, ove compare il «vecchio Sea Vitch, l'enorme tricheco, gonfio e pustoloso, dal collo grosso e dalle lunghe zanne, il tricheco del Pacifico settentrionale, che dormiva con le pinne posteriori a contatto con la schiuma»cite-ref-60[60].

Il tricheco viene citato anche nelle canzoni dei mwaq8Beatles mwaramwareI Am the Walrus, mwarimwarmGlass Onion e mwarqmwaruCome Together.

Note

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Collegamenti esterni

• mwbzoBiologist Tracks Walruses Forced Ashore As Ice Melts. – audio report by mwbzsmwbzwNPR
• mwbz4Thousands Of Walruses Crowd Ashore Due To Melting Sea Ice. – video by mwbz8mwbaaNational Geographic